" Mi sembra che una volta ogni tanto l'animo umano si dia un nuovo orientamento. E' quello che sta facendo ora. Nessuno perciò lo può vedere nella sua interezza. Il migliore di noi riesce a scorgere un naso, una spalla, qualcosa che si volta, sempre in movimento. [...]
[...] dubito che le persone, anche le meglio disposte le une verso le altre, siano capaci di qualcosa di più di un segnale intermittente, mentre si passano accanto - una metafora sentimentale, che porta ovviamente alle navi, alla notte, alla tempesta, alle scogliere, alle rocce, e alla luna offuscata e impietosa. [...]
Dico questo [...] in parte come un segno (uno di quei segni volanti nella notte, e così via) che così viviamo tutti noi che sentiamo e riflettiamo [...]
Voglio dire che la vita va deposta come una pelle; va confrontata; va respinta; e poi accettata con entusiasmo a nuove condizioni. E così di continuo, finché si arriva a quando il solo problema è come tenerla stretta sempre più a se', tanto sembra sfuggire veloce, e tanto è desiderabile. [...]
Ho molte altre cose da dire; ma si nascondono sotto i loro copriletti, e non resta altro che guardare il fuoco e guardare qualche libro, finché le idee si rinnovano dentro di me, o una volta di più rifiutano di essere sparite. "
(a Gerald Brenan, Natale 1922)
Virginia Woolf, Le cose che accadono. Lettere 1912 - 1922, Torino 1980