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Tra lemma e label barcameno il senno

Utente: lemmaelabel
Nome: matilde tobia

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lunedì, 31 dicembre 2007

e chiudo così l'anno.

Ejiri in Suraga Province, xilografia,  Hokusai

E’ un fiato di magia che ha sospeso in un respiro

come gran soffio di vento ogni anima del mondo.

E’ un incanto che ha creato una danza senza tempo

che si snoda nell’azzurro e nell’oro del silenzio.

E’ un raro sortilegio che disegna il movimento

di una luce cristallina che ha rubato al peso l’ombra.

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domenica, 30 dicembre 2007

...torno ancora un momento dalla Pizia...

“Stizzita per la scemenza dei suoi stessi oracoli e per l’ingenua credulità dei Greci, la sacerdotessa di Delfi Pannychis XI, lunga e secca come quasi tutte le Pizie che l’avevano preceduta, ascoltò le domande del giovane Edipo, un altro che voleva sapere se i suoi genitori erano davvero i suoi genitori, come se fosse facile stabilire una cosa del genere nei circoli aristocratici, dove, senza scherzi, donne maritate davano a intendere ai loro consorti, i quali peraltro finivano per crederci, come qualmente Zeus in persona si fosse giaciuto con loro. Vero è che in simili casi, essendo comunque dubitosi coloro che venivano a consultarla, la Pizia soleva rispondere con un semplice: si e no, dipende…; quel giorno, però, l’intera faccenda le pareva un’idiozia veramente intollerabile, forse soltanto perché quando il pallido giovanotto arrivò claudicando al santuario erano ormai le cinque passate, invece di starlo a sentire Pannychis avrebbe dovuto chiudere, e allora, vuoi perché essendo così di cattivo umore, le saltò il ghiribizzo di fare arrabbiare quel principe di Corinto dall’aria altezzosa, la Pizia gli fece una profezia che più insensata e inverosimile non avrebbe potuto essere, la quale, pensò, non si sarebbe certamente mai avverata, perché nessuno al mondo…”

F. Durrenmatt, La morte della Pizia, 1976

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...raccolgo un invito...

ibrid@nno 2008

di erremme

LINFINITO


c'è molto rosso nel 2007 che si sta chiudendo, ed è difficile guardare al 2008 senza pensare alle stragi cui abbiamo assistito e alle quali continuiamo ad assistere in questi giorni. E tuttavia è con questa immagine intitolata L'infinito , dono di erremme, che vogliamo guardare da ibridamenti verso il nuovo anno. Che inizi all'insegna dell'infinito.
Vi invitiamo a copiare questo post nei vostri blog: è un post i cui link disegnano i legami infiniti, che abbiamo iniziato insieme a costruire.vv
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sabato, 29 dicembre 2007

rimango con apollo...

1956 - 1992

C'erano con noi
il tempo, il luogo, il verbo,
ad aspettare con avida pazienza
di essere abitati.

C'erano con noi
tutti e cinque i sensi,
intenti al tuo mistero ardente
di quieto incantamento.

Ma,
come dafne, negata eternamente al tocco
del suo dio, trasmuto in carta il tempo, il luogo, il verbo
d'una negata stanza di passione, ora disabitata assenza.
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venerdì, 28 dicembre 2007

pausa con Durrenmatt

"A volte Pannychis si fermava sulla soglia del santuario. davanti a lei si estendeva il grande cantiere del tempio di Apollo, e più in là erano state già erette tre colonne del portico delle Muse. Malgrado la calura insopportabile, lei tremava dal freddo. Quelle rupi, quei boschi, quel mare...tutto era solo impostura, un sogno, e un giorno, passato il sogno, ogni cosa sarebbe finita, Pannychis sapeva benissimo che tutto era inventato di sana pianta, a cominciare da lei, la Pizia, che veniva spacciata per la sacerdotessa di Apollo pur essendo soltando un'imbrogliona che improvvisava gli oracoli a casaccio secondo l'umore del momento. E ormai era molto vecchia, vecchissima, decrepita, lei stessa non sapeva più quanto. [...]

Fu così che un giorno, mentre era seduta al sole che le faceva molto bene, tanto che aveva chiuso gli occhi per non vedere più quel paesaggio delfico schifosamente kitsch, appoggiata al muro del santuario prospicente il portale laterale, profondamente immersa nei suoi persieri, di fronte a se la colonna ofitica non ancora terminata, la Pizia sentì ad un tratto che qualcosa, forse già da molte ore, si ergeva davanti a lei, qualcosa che la intrigava e da cui si sentiva provocata, e quando aprì gli occhi, non subito ma anzi con grande cautela - quasi le sembrava di dover prima reimparare a farlo - e quando finalmente guardò, vide una figura immane che si appoggiava a un'altra figura non meno immane, e mentre Pannychis XI continuava a guardare aguzzando la vista, le due immani figure si raggricciarono e assunsero dimensione umana, e lei riconobbe allora un cencioso mendicante che si appoggiava a una mendicante altrettanto cenciosa. La mendicante era una fanciulla. Il mendicante fissò Pannychis con occhi sbarrati, ma non aveva gli occhi, al posto degli occhi c'erano due grandi buchi pieni di sangue nero raggrumato."

F.Durrenmatt, La morte della Pizia, 1976
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