
E’ un fiato di magia che ha sospeso in un respiro
come gran soffio di vento ogni anima del mondo.
E’ un incanto che ha creato una danza senza tempo
che si snoda nell’azzurro e nell’oro del silenzio.
E’ un raro sortilegio che disegna il movimento
di una luce cristallina che ha rubato al peso l’ombra.
“Stizzita per la scemenza dei suoi stessi oracoli e per l’ingenua credulità dei Greci, la sacerdotessa di Delfi Pannychis XI, lunga e secca come quasi tutte le Pizie che l’avevano preceduta, ascoltò le domande del giovane Edipo, un altro che voleva sapere se i suoi genitori erano davvero i suoi genitori, come se fosse facile stabilire una cosa del genere nei circoli aristocratici, dove, senza scherzi, donne maritate davano a intendere ai loro consorti, i quali peraltro finivano per crederci, come qualmente Zeus in persona si fosse giaciuto con loro. Vero è che in simili casi, essendo comunque dubitosi coloro che venivano a consultarla,
F. Durrenmatt, La morte della Pizia, 1976
di erremme
